«Ho corso incontro all’ambulanza, nuda e avvolta da un accappatoio, con mia figlia tra le braccia che non respirava più. Se non l’avessi fatto, forse oggi non sarebbe viva».
Comincia così il lungo post diffuso sui social da una giovane mamma ostunese, residente nel centro storico di Ostuni. La donna, visibilmente provata, ha scelto di condividere pubblicamente quanto accaduto nella serata di sabato 12 luglio scorso.
Verso l’ora di cena, sua figlia di appena un mese ha avuto un improvviso malore e ha smesso di respirare. In preda al panico, ha chiamato i soccorsi che sono arrivati in poco più di dieci minuti. Ma non fino a casa. Un racconto drammatico che in poche ore ha toccato profondamente tutti coloro che lo hanno letto. Tanti i commenti, tra solidarietà, rabbia e richieste di intervento su una situazione che, a detta di molti, «si trascina da tempo senza soluzioni concrete».
Minuti interminabili di paura per la vita della propria bambina. «L’ambulanza è arrivata in Piazza e non sarebbe mai arrivata fino a casa mia. Non aveva le ali per farlo. La strada di via Alfonso Giovine è ormai dominata da attività, tavoli e sedie in ogni angolo. È ormai impercorribile anche da noi pedoni – scrive la mamma ostunese – si crea la fila della gente che vuole mangiare, a qualsiasi ora, i tavoli e le sedie aumentano in base alle richieste nelle ore di boom».
Il suo sfogo prosegue denunciando una situazione che rende complicato, se non impossibile, il passaggio di mezzi di soccorso. «Se non avessi avuto la prontezza di correre in piazza, incontro all’ambulanza, mia figlia probabilmente sarebbe morta. Questa situazione è vergognosa. Non ho le parole per definire questo menefreghismo assoluto, nonostante le continue segnalazioni all’autorità e all’amministrazione comunale. A quanto pare – continua – fa più gola la moneta piuttosto che la vita di noi residenti, ormai siamo rimasti in pochi a tenere vivo e curato il centro storico, soprattutto d’inverno».
Un grido d’allarme che però si mescola anche alla delusione. «Dopo 32 anni – conclude la donna – nata e cresciuta in queste stradine, a malincuore andrò via. In un posto più sicuro per me e la mia famiglia».
Parole dure, forti e intrise di paura che non hanno lasciato indifferente il sindaco di Ostuni, Angelo Pomes. Tra i numerosi commenti apparsi sotto al post, anche il primo cittadino ha voluto far sentire la sua vicinanza.
«Provvederò personalmente a verificare la situazione. Ti chiamo per conoscere le condizioni della tua bimba – scrive Pomes – da papà sono sconvolto». Sotto il post, tanti cittadini hanno espresso solidarietà alla donna e alla sua famiglia, ma anche rabbia e riflessioni.
La notizia ha inevitabilmente destato profonda preoccupazione, con l’augurio di una pronta guarigione alla piccola. È unanime il sentimento di sollievo per l’esito positivo dell’episodio e il pensiero corre, prima di tutto, al benessere della neonata.
Il Sindaco di Ostuni, Angelo Pomes, e l’assessore alla Protezione Civile, Angelo Brescia, hanno inoltrato una richiesta ufficiale al Direttore Generale della ASL di Brindisi, Maurizio De Nuccio, per l’istituzione di un presidio fisso del servizio 118 in Piazza della Libertà durante l’estate.
La proposta mira a garantire un’assistenza sanitaria tempestiva nel centro storico, particolarmente affollato per l’arrivo massiccio di turisti e lo svolgimento di eventi. Le caratteristiche urbanistiche dell’area, con vie strette e pedonali, rendono infatti difficoltoso l’accesso ai mezzi di soccorso, come testimoniato anche dallo sfogo di una mamma ostunese sui social.
Per l’Amministrazione Comunale si tratta di un servizio “essenziale e non rinviabile” per la tutela della sicurezza di residenti e visitatori.










