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«Una giornata storica»: l’ospedale di Ostuni è intitolato a Papa Francesco, uno dei primi in Italia, insieme all’inaugurazione della piastra

La giornata è stata definita da ogni autorità “una giornata storica”. L’Ospedale di Ostuni è stato ufficialmente intitolato a Papa Francesco, con la scoperta tra applausi ed emozioni della nuova insegna posta all’ingresso del presidio ospedaliero.

Nel corso della mattinata è stata inaugurata anche la nuova piastra ospedaliera, con i reparti rinnovati di Pronto Soccorso, Radiologia e Laboratorio Analisi, già operativi da alcune settimane. All’inaugurazione hanno partecipato autorità regionali, locali e sanitarie.

L’europarlamentare ostunese Valentina Palmisano, impossibilitata a partecipare alla cerimonia per impegni istituzionali, ha definito la giornata “importante per la comunità”. Ha sottolineato come la nuova piastra “Papa Francesco” rappresenti un simbolo di rinascita dopo anni di attese disattese, frutto di un impegno collettivo tra istituzioni, ASL e cittadini. Palmisano ha però ricordato che il percorso non è concluso: servono ancora investimenti, assunzioni e il pieno rispetto del piano sanitario per garantire un presidio ospedaliero all’altezza delle esigenze del territorio.

Intitolare l’ospedale a Papa Francesco è un bel gesto, scrive il consigliere del centrodestra per Ostuni, Giuseppe Francioso. Ma Papa Francesco avrebbe forse preferito un ospedale funzionante, aperto alle famiglie, ai bambini e alle persone fragili.

Negli ultimi dieci anni l’Ospedale di Ostuni ha registrato una progressiva e preoccupante riduzione dei suoi reparti e dei servizi offerti alla cittadinanza. Quello che un tempo rappresentava un presidio sanitario fondamentale per il territorio, oggi risulta fortemente depotenziato, con ricadute evidenti sulla qualità dell’assistenza, sui tempi di attesa e sulla mobilità sanitaria.

Questa lenta ma costante erosione dei reparti ha generato un clima di sfiducia tra i cittadini e ha messo in seria difficoltà anche il personale sanitario, che continua a lavorare con dedizione in un contesto sempre più fragile, conclude il consigliere.

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